Tritarifiuti: 5 cose importanti da sapere per posizionarlo in cucina.

Il rifiuto organico per te è un problema? sei stanco dei cattivi odori e del travaso di liquidi? Con il tritarifiuti potresti trovare la soluzione per te.

Il tritarifiuti, o dissipatore come sarebbe corretto chiamarlo, non è un’invenzione recente, infatti il progetto, a firma di un’azienda americana, la InSinkErator, è del 1927.

Il dissipatore per uso domestico

In Italia, lentamente, si sta facendo strada, questo anche a causa della sempre più pressante, e giusta, raccolta differenziata.

Il tritarifiuti si può posizionare in tutte le cucine, sotto il lavello, in corrispondenza dello scarico.

Generalmente tritura gli scarti alimentari attraverso dei dischi metallici che, girando, spingono gli avanzi contro le pareti, riducendoli in poltiglia.

Facendo scorrere l’acqua, i rifiuti triturati vengono scaricati attraverso lo scarico e immessi nella fognatura.

Occorre però tenere conto di 5 cose da ricordare per scegliere il prodotto giusto.

  1. il tritarifiuti non è di un solo tipo e soprattutto di un’unica dimensione, essa infatti cambia in base alla potenza dello stesso.
  2. il sottolavello deve avere le ante e non i cestoni, perchè questi ultimi potrebbero toccare il corpo dell’elettrodomestico
  3. predisponete una presa nel sottolavello per alimentarlo
  4. le tubature dello scarico dovrebbero essere di grossa sezione e nuove per evitare intasamenti
  5. Tenete conto dell’articolo 107, comma 3 del 2006 dice quanto segue:  “Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura, ad eccezione di quelli organici provenienti dagli scarti dell’alimentazione trattati con apparecchi dissipatori di rifiuti alimentari che ne riducano la massa in particelle sottili, previo accertamento dell’esistenza di un sistema di depurazione da parte dell’ente gestore del servizio idrico integrato che assicura adeguata informazione al pubblico anche in merito alla planimetria delle zone servite da tali sistemi. L’installazione delle apparecchiature è comunicata da parte del rivenditore al gestore del servizio idrico, che ne controlla la diffusione sul territorio»

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