Addio a Piero Gatti, ideatore della celebre poltrona Sacco.

Classe 1940, si è spento a Grosseto per malattia l’architetto Piero Grassi. Insieme a Cesare Paolini e Franco Teodoro ideò la poltrona che dagli anni 70 è icona del design italiano: la mitica SACCO.

Forse il suo nome non era conosciuto come quello di altri colleghi che hanno lavorato negli anni del boom economico e progettuale, ma il suo lavoro è noto a tutti.

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Piero Gatti

Chi ancora oggi, nel vedere la scena di Fracchia nell’ufficio del direttore non ride?

Quando poi mi sono ritrovata con la poltrona dal vero, ho capito che l’approccio a quell’oggetto è lo stesso ancora oggi, e ho sorriso pensando a Paolo Villaggio disteso sul pavimento.

Gatti inizialmente non era contento di come appariva la poltrona (anzi sedile, come la definiva lui): veniva rappresentata scomoda, quasi fosse uno strumento di tortura.

Certo è che il destino e il successo  di questo ingegnoso oggetto di design è legato a doppio filo con la tv e Paolo Villaggio. Già nel 1969, nel corso della trasmissione tv E’ domenica, ma senza impegno, Villaggio-Fracchia porta nelle case degli italiani quella seduta così innovativa. La consacrazione cinematografica arriverà invece nel 1981 nella pellicola Fracchia la belva umana.

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La poltrona Sacco contestualizzata in una zona giorno

L’intento iniziale però era molto diverso: era il 1968, anno di produzione da parte di Zanotta della poltrona, andava di moda l’ergonomia e la Sacco, che prendeva la forma di chi la sedeva, era la regina di questo concetto.

Gatti era di Torino, aveva lavorato a Milano e dopo aver girato il mondo, trent’anni fa si trasferì a Grosseto dove aveva continuato la professione di architetto. Lì si è anche impegnato in politica nel Movimento 5 Stelle.

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La poltrona Sacco

Addio quindi ad uno dei designer che hanno fatto la storia del costume in Italia, ad uno che con il suo lavoro ha saputo scalare le vette di New York nel 1972 al MOMA, e che ha vinto uno dei più prestigiosi premi del design, il Compasso d’oro nel 1970.

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